pub-6178281982904860 Un mondo di mondi

lunedì 28 agosto 2017

L'ultimo saluto all'ing. Marcello Romano, ex dirigente ai Lavori pubblici del Comune di Reggio Calabria

Quando un mese fa rassegnò le sue dimissioni da dirigente, non potemmo che rammaricarci. 

Assemblea sul diritto all'abitare (maggio 2017)
a sinistra l'ing.M. Romano (Foto di M. Costantino)
Il fatto è che l'ing. Marcello Romano aveva mostrato doti umane e professionali rare nelle stanze degli uffici comunali: l'inclinazione al confronto e al dialogo anche quando l'interlocutore ha posizioni divergenti dalle proprie ma l'obiettivo comune di una Reggio più giusta e pulita. 

Così, pur se la politica voltava le spalle, la porta del suo ufficio era aperta, anche quando il suo corpo faticava a reggere il suo implacabile senso del dovere. 

Ed è certo che la sua breve permanenza a Reggio ha lasciato più di un segno e i suoi sforzi, vogliamo credere, non saranno stati vani

Associazione Un mondo di mondi 

mercoledì 9 agosto 2017

Nuovo appello per Simona

Il prossimo 11 agosto la ragazzina di Arghillà dovrà sottoporsi alla terza visita al "Bambino Gesù" di Roma


Nel mese di giugno scorso l’associazione Un mondo di mondi ha pubblicato un appello per aiutare la piccola Simona (nome di fantasia). 

Una bambina di 11 anni con problemi di salute tali da dover essere sottoposta ad una visita all'ospedale pediatrico “Bambino Gesu” di Roma ma che, a causa delle condizioni economiche familiari, non poteva affrontare le spese di viaggio.


I genitori di Simona sono disoccupati ormai da anni, abitano in un alloggio popolare ad Arghillà nord e soltanto con piccole attività saltuarie e l’aiuto dei parenti riescono a stento a garantire ai 5 figli l’indispensabile per il sostentamento.

Molte persone, la parrocchia di Arghillà ed il Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza hanno risposto all’appello offrendo gli aiuti economici necessari. 

Grazie all’aiuto ricevuto, la piccola Simona, accompagnata dalla madre, si è sottoposta ad una prima visita il 14 giugno ed è stata ricoverata in Day hospital il 10 luglio a Roma.

Già da tempo la piccola Simona si sarebbe dovuta sottoporre ad una visita specialistica al “Bambino Gesù” ma le difficoltà economiche della sua famiglia lo hanno impedito. Con il passare del tempo le sue condizioni di salute sono peggiorate ma oggi, grazie all’aiuto ricevuto, ha avuto la possibilità di accedere alle cure mediche adeguate.

L'associazione Un Mondo di mondi ringrazia tutte le persone, la parrocchia ed il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza che hanno supportato la piccola Simona, consentendole di avere accesso alle cure necessarie. 

La solidarietà della comunità e del Garante ha tamponato l'assenza di una concreta e sistematica garanzia del diritto alla salute.

Il prossimo 11 agosto Simona dovrà tornare con la madre al l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù per una terza visita. 

I biglietti ferroviari sono stati forniti dalla sua parrocchia ma servirebbe un contributo per le spese relative ai mezzi di trasporto e per l'acquisto di cibo quando Simona e sua madre saranno giunte a Roma.

Chi volesse donare un contributo può contattare il numero 3299036972.

Giacomo Marino - Presidente "Un Mondo di mondi" 

venerdì 4 agosto 2017

Quale futuro per il settore Politiche della casa? A rischio il percorso avviato per il diritto all'abitare


Reggio Calabria. Sul tema diritto alla casa e alloggi popolari, la città rischia di ritornare ad una situazione di stallo, come quella di sette mesi fa. 

La nuova assenza di un assessore alle politiche abitative e a breve di un dirigente di settore, rischia infatti di fermare il percorso avviato pur tra mille difficoltà, dopo oltre due anni di inerzia amministrativa. 

La nomina nel dicembre scorso dell’assessora Angela Marcianò e l’approvazione della delibera di Consiglio Comunale n. 3 del 10 febbraio 2017, in seguito al percorso avviato con il presidente del Consiglio Comunale e con le Commissioni assetto del territorio e Servizi sociali, avevano dato qualche speranza. 

Nei sette mesi di assessorato infatti sono state avviate le verifiche sui requisiti degli assegnatari e a fine giugno, dopo 12 anni, le prime tre famiglie vincitrici del bando comunale 2005 hanno ottenuto l’assegnazione di un alloggio. 

Le centinaia di famiglie reggine, ancora in attesa dell’ assegnazione di un alloggio popolare, avevano ricominciato ad aver fiducia e a credere che finalmente sarebbe stata la volta buona. 

Ma il percorso che si è mosso pur con estrema lentezza, rischia oggi di fermarsi. 

L’amministrazione comunale a questo punto non può trincerarsi dietro il silenzio ma dovrebbe chiarire se e quando intenda riaffidare la delega del settore e nominare un nuovo dirigente. 

E’ altrettanto necessario capire quali siano i risultati effettivamente raggiunti fino ad oggi e le azioni che possono essere messe in atto già da subito.

Dopo 175 (al 4 agosto 2017) giorni dall’approvazione della delibera di Consiglio comunale del 10 febbraio scorso, la città dovrebbe conoscere gli esiti delle verifiche sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari effettuate dalla Re.ca.si sul patrimonio degli alloggi comunali erp e su quello Aterp. L’ex Assessora Marcianò aveva comunicato che entro la metà di luglio sarebbero stati completati gli step legati alle verifiche. 

Questa è infatti l’azione più importante su cui ruota la gestione degli alloggi popolari, azione che dovrebbe essere di sistema nel settore comunale specifico. 

Dalle verifiche sugli assegnatari dipende infatti la garanzia di effettiva legalizzazione del settore, quindi la possibilità che gli alloggi popolari vengano assegnati in modo trasparente ed in tempi congrui alle famiglie che hanno diritto. 

Il “sistema illegale” che permette un uso improprio degli alloggi popolari, si nutre infatti dell’assenza di verifiche sugli assegnatari, dalle quali dipendono i soprusi a danno delle famiglie a basso reddito in attesa di un’assegnazione. 

Altro punto da affrontare è la questione alloggi confiscati. C’è da chiedersi ancora perché, nonostante ci sia il bisogno di reperire alloggi da assegnare alle tante famiglie in attesa, l’Amministrazione continui invece ad assegnare gli alloggi confiscati solo ad associazioni. 

Il Comune di fatto continua a non definire ufficialmente quali e quanti siano gli alloggi confiscati da adibire ad uso alloggi popolari.

Considerata la necessità di ristrutturazione dei beni confiscati e degli alloggi popolari, la città dovrebbe sapere anche se l’Amministrazione comunale intenda rispondere al bando social housing pubblicato dalla Regione Calabria sul BURC n. 70, parte terza, del 24 luglio 2017, il quale nell’azione 9.4.1 prevede la possibilità di ristrutturare alloggi di proprietà comunale da adibire ad alloggi sociali. 

Il Comune infatti potrebbe presentare un progetto per alloggi popolari anziché di housing sociale, come invece si è deciso di fare in passato, penalizzando le famiglie vincitrici del bando 2005, in attesa da 12 anni dell’assegnazione di un alloggio popolare. 

Per quanto concerne la questione dei lavori di manutenzione degli alloggi popolari, l’Amministrazione ha previsto nel bilancio di previsione triennale (2017-2020) una somma di 1,3 milioni di euro per l’anno 2017. Sarebbe necessario che il Comune definisca e metta in atto entro tempi ben definiti le procedure necessarie per avviare i lavori. La gran parte del patrimonio degli alloggi comunali versa infatti in una grave condizione strutturale tale da rendere spesso inabitabili gli alloggi assegnati.

Le associazioni riunite nell’Osservatorio sul disagio abitativo, insieme a Reggio non tace e alla Collettiva AutonoMIA, hanno già richiesto un incontro al Sindaco, al presidente del Consiglio Comunale e all’Amministratore Delegato della Recasi per far luce su questi aspetti. 

Si auspica di poter approfondire la questione in tempi brevi per poter dare risposte pubbliche alla città. 


Osservatorio sul disagio Abitativo 
ASIA-USB Reggio Calabria – Giuseppe Marra
Comitato Solidarietà Migranti 
CSC Nuvola Rossa 
CSOA Angelina Cartella 
Società dei Territorialisti/e Onlus 
Un Mondo Di Mondi Cristina Delfino - Giacomo Marino

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano

Collettiva AutonoMia


domenica 23 luglio 2017

Angela Marcianò fuori dalla giunta, a rischio il percorso per il diritto alla casa

Non può che destare preoccupazione il ritiro delle deleghe alla assessora Angela Marcianò.


Foto di M. Costantino
Pur restando esterni alle lotte di potere interne al Partito democratico, non può lasciare indifferenti l’esito che ha portato ad interrompere il percorso intrapreso, in particolare nel settore Politiche della casa.



Pur nei limiti già evidenziati nei mesi scorsi all’interno di una dialettica democratica che ha portato la stessa Angela Marcianò all’utilizzo di toni allusivi e fuorvianti, l’associazione Un mondo di mondi riconosce i passi, se pur lenti, compiuti dal dicembre scorso in seguito alla sua nomina ad assessora alle Politiche della casa.

Pertanto lascia basiti la decisione del sindaco Falcomatà di voler defenestrare un’assessora che in sette mesi ha messo in moto, pur non condividendone in toto le scelte, un settore rimasto inerte per oltre due anni. 

Offendono inoltre i tempi dell’infelice decisione, coincidendo con l’imminente termine della gravidanza della stessa Marcianò.

L’associazione Un mondo di mondi ritiene questa scelta penalizzante per la città e soprattutto per le famiglie a basso reddito in attesa dell’assegnazione di un alloggio. 

Rischia infatti di interrompersi così un percorso che ha condotto alla proposta di un regolamento per le assegnazioni in deroga degli alloggi popolari, già in discussione nelle commissioni consiliari, su proposta dell’ormai ex assessora alle Politiche della casa e come richiesto da tempo dalle associazioni già attente a valutarne i contenuti.

Il benessere della città dovrebbe sempre prevalere sulle lotte di potere che non coincidono con la sana dialettica politica.


Giacomo Marino, Cristina Delfino - Direttivo Un mondo di Mondi

venerdì 14 luglio 2017

Alloggi popolari, procedura informatica per le assegnazioni in deroga

La proposta delle associazioni per garantire più efficacia e trasparenza 


Una procedura informatica è la proposta che l’Osservatorio sul disagio abitativo (Centro sociale A.Cartella, Centro sociale Nuvola Rossa, Comitato Solidarietà Migranti, Società dei Territorialisti e Un Mondo Di Mondi), Reggio Non Tace e Collettiva AutonoMia hanno presentato, con documento, alle commissioni comunali per emendare il regolamento comunale per le emergenze abitative presentato dall’assessora Marcianò.


Pur condividendo l’assoluta necessità di un regolamento per garantire trasparenza alle assegnazioni in deroga e restringere la sfera di discrezionalità politica, come da tempo richiesto dalle stesse associazioni, la proposta di regolamento approvata dalla Giunta non convince pienamente.

La proposta si basa sul meccanismo di una commissione composta da 18 componenti, di settori ed enti diversi, che riunendosi dovrebbero verificare i dati delle domande presentate, redigere la graduatoria e aggiornarla ogni 6 mesi. Questo sistema, che riproduce quello previsto e ampiamente sperimentato nel corso degli anni per le assegnazioni ordinarie, rischia di non garantire i tempi brevi fondamentali per i casi di emergenza abitativa e tantomeno la trasparenza nelle verifiche.

E’ chiaro che l’intenzione di eliminare la discrezionalità attraverso il regolamento rischia di naufragare con questa Commissione che rappresenta lo strumento utile per mantenerla.

Invece, la procedura informatica proposta dalle associazioni, applicata da tempo ed in modo efficace in diverse città, da Messina a Milano, garantirebbe tempi molto veloci e adatti alle emergenze nonchè massima trasparenza nella verifica dei requisiti. 

Con la procedura informatica la famiglia richiedente l'assegnazione di un alloggio popolare vedrebbe, dopo pochi giorni, inserita la sua domanda nella graduatoria pubblicata sul sito del Comune; con il metodo della Commissione invece potrebbero passare anche 6 mesi. 

La verifica dei requisiti dei richiedenti verrebbe effettuata incrociando le diverse banche dati e quindi garantirebbe la massima efficienza evitando errori, duplicazioni, raccomandazioni, cosa che invece la Commissione non potrebbe garantire.

Un'ulteriore osservazione, anche questa non trascurabile, riguarda alcuni aspetti su cui la proposta di regolamento interviene modificando alcuni articoli della legge regionale vigente (LR 32/1996) e poiché il Comune non ha potere legislativo, ciò non può essere ammissibile. Se questi aspetti non saranno corretti, nel rispetto della normativa vigente, il regolamento sarebbe esposto ad una serie di azioni legali di impugnazione che rallenterebbero e, in alcuni casi, fermerebbero le assegnazioni in deroga. 

Altro punto da rivedere è la mancata distinzione tra i diversi casi di emergenza: quelli aventi carattere di estrema urgenza (sfratti eseguiti, calamità, crollo dell’edificio, pericolo imminente, violenza domestica, ecc) e quelle senza carattere di estrema urgenza (alloggio sovraffollato, condizioni antigieniche, ecc). I due tipi di “emergenze” non possono infatti essere trattate con lo stesso metodo. 

La procedura informatica dovrebbe essere applicata per le emergenze senza carattere di estrema emergenza che sono le più numerose, mentre per quelle con carattere di estrema urgenza è necessario un intervento ancora più celere da affidare al dirigente del settore alloggi che dovrà provvedere all’assegnazione tempestiva previa acquisizione della relativa documentazione. La Commissione in questo caso potrebbe avere un ruolo di verifica e di controllo. 

Si auspica che le riflessioni riguardanti il benessere della città e, in particolare, delle classi sociali più vulnerabili, non siano oggetto di sterili conflitti interni all'amministrazione e alla maggioranza in consiglio comunale. Una tematica così importante e delicata non può essere affrontata “da tifoso” e ci si augura che queste osservazioni vengano valutate con la dovuta attenzione.



Osservatorio sul disagio Abitativo
COSMI, 
CSO A. Cartella, 
CSC Nuvola Rossa 
Società dei Territorialisti 
Un Mondo Di Mondi - Giacomo Marino, Cristina Delfino

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano 

Collettiva AutonoMIA




sabato 1 luglio 2017

Alloggi popolari, giustizia sociale e lotta agli abusi

Giovedì scorso l'assemblea pubblica sul diritto all'abitare

Legalità intesa come giustizia sociale.

Assemblea popolare del 29 giugno -  Libreria Universalia (Rc)
G. Marino - C. Delfino - R. Marotta - N. Santostefano
E’ un messaggio chiaro quello che è emerso giovedì scorso alla libreria Universalia, durante l’assemblea pubblica sul tema degli alloggi popolari e il diritto all’abitare, organizzata dall’Osservatorio sul disagio abitativo (COSMI - Comitato Solidarietà Migranti, CSC Nuvola Rossa, CSOA Angelina Cartella, Società dei Territorialisti/e, Un Mondo Di Mondi) insieme al Movimento Reggio Non Tace e alla Collettiva AutonoMIA. 

Assenti all’assemblea la gran parte dei rappresentanti istituzionali invitati, molti dei quali giustificati per impegni concomitanti, tra i quali il dirigente Marcello Romano, interlocutore attento delle associazioni negli ultimi mesi. 

Nessuna notizia invece da parte dell’assessora Angela Marcianò, con grande rammarico delle associazioni. 

Presenti la consigliera delegata ai beni confiscati Nancy Iachino, il consigliere delegato all’edilizia pubblica Giovanni Minniti e la consigliera vice-presidente della commissione politiche sociali Paola Serranò i quali hanno accolto positivamente l’invito al confronto e al dialogo ed espresso il loro contributo al dibattito. 

Importanti i passi in avanti compiuti dopo quattro mesi dall’approvazione della delibera di Consiglio comunale n.3 dello scorso 10 febbraio, tra i quali le prime consegne degli alloggi erp ai primi tre vincitori del bando 2005. 

Le associazioni hanno riconosciuto il lavoro dell’assessora Marcianò e del dirigente Romano i quali, anche grazie alla collaborazione e al confronto con le associazioni e i cittadini interessati al tema, hanno smosso un settore rimasto incancrenito da anni. 

Ma il percorso per garantire il diritto all’abitare alle famiglie a basso reddito resta ancora lungo e gli strascichi delle ultime polemiche in merito agli sgomberi annunciati si fanno sentire. 

«Partire dagli sgomberi delle famiglie occupanti senza titolo ma comunque in condizioni povertà, significa partire dalla coda e non dalla testa del problema – ha spiegato Giacomo Marino, presidente dell’associazione Un mondo di mondi - la delibera di Consiglio al primo punto prevede che si debba raggiungere la finalità di legge del “… pubblico controllo sulla materia” e quindi del turn-over, effettuando le verifiche sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari, redigendo una banca dati da pubblicare e procedendo con le decadenze necessarie».

Lotta quindi a chi sfrutta il disagio abitativo e utilizza gli alloggi popolari illecitamente, attraverso la vendita, gli affitti o gli usi irregolari degli stessi. 

Da tutelare invece le famiglie senza reddito e prive di un’abitazione. 

«Questo significa – ha continuato Marino - che il Comune dovrebbe prima raccogliere tutti i dati su alloggi e assegnatari, sugli occupanti art. 31 e sugli occupanti abusivi e poi agire con tutti gli strumenti della legge per garantire il diritto all’alloggio alle famiglie effettivamente in stato di bisogno». 

Sulla proposta di regolamento dell’articolo 31 della legge regionale n.32/96 per le assegnazioni in deroga, in fase di discussione nelle commissioni consiliari, si è soffermato l’avvocato Nicola Santostefano, del Movimento Reggio non tace. 

«Siamo soddisfatti del fatto che finalmente un regolamento sia stato previsto, come le associazioni hanno chiesto negli anni, per ostacolare la discrezionalità delle assegnazioni in deroga – ha spiegato Santostefano – Apporteremo il nostro contributo per le modifiche nelle commissioni competenti perché il meccanismo appare piuttosto farraginoso».

A ricordare come il concetto di legalità sia strettamente legato a quello di giustizia sociale, i componenti dell’Osservatorio sul disagio abitativo. 

«Legalità - ha detto Germana Chemi - dovrebbe essere innanzitutto lotta alla speculazione non al bisogno». 

Dell’assurdità del disagio abitativo in una città come Reggio Calabria ne hanno discusso Rosalba Marotta e il professore dell’Università di Firenze, Alberto Ziparo.

«Ricordiamo che in città ben 3 mila edifici risultano completamente inutilizzati e i vani realizzati superano gli abitanti di oltre 40 mila unità».

Una politica di più ampio respiro porterebbe quindi a garantire il diritto all’abitare non soltanto per la totalità dei cittadini reggini ma anche per molti migranti in cerca di un futuro migliore. Basterebbe volerlo. 

Osservatorio sul disagio Abitativo  

CSOA Angelina Cartella, 
CSC Nuvola Rossa, 
COSMI, 
Società dei Territorialisti  
Un Mondo Di Mondi

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano 

Collettiva AutonoMIA 





mercoledì 28 giugno 2017

Alloggi popolari, domani l'assemblea pubblica

Giovedì 29 giugno alle ore 18 
 libreria Universalia (via Treviso alta nr 41)


Alloggi popolari e diritto all’abitare. Questo il tema dell’assemblea pubblica che si terrà giovedì 29 giugno alle ore 18 presso la libreria Universalia (via Treviso alta nr 41). 

Ad organizzare l’incontro, l’Osservatorio sul disagio abitativo (composto da: CSOA “A.Cartella”, CSC Nuvola Rossa, CO.S.MI, Società dei TERRITORIALISTI/E e Un Mondo Di Mondi), il Movimento REGGIO NON TACE e la Collettiva AutonoMIA, per fare il punto della situazione dopo oltre quattro mesi dall’approvazione della delibera del Consiglio comunale n.3 del 10 febbraio scorso. 

Al dibattito pubblico sono stati inviatati i rappresentanti istituzionali competenti sul tema per favorire un confronto utile a risolvere le questioni ancora aperte, a garanzia del diritto all’abitare per le famiglie a basso reddito. 

Sono infatti ancora centinaia le famiglie che vivono in situazioni di disagio abitativo, nonostante i passi in avanti compiuti negli ultimi mesi e le prime proposte di assegnazione di un alloggio ai vincitori del bando 2005, dopo anni di stasi. 

Il percorso per il ripristino delle condizioni di legalità nel settore è stato avviato, dopo una lunga e tortuosa battaglia portata avanti dalle associazioni e dalle singole persone che non si sono rassegnate all’inerzia istituzionale. Ma molte questioni rimangono ancora aperte. 

Il confronto pubblico è un mezzo efficace per rendere partecipe la cittadinanza nelle decisioni politico-amministrative, per migliorarle e far emergere perplessità e punti di forza delle scelte adottate dalle istituzioni per risolvere le criticità cittadine. 

Il dialogo aperto e trasparente è un mezzo efficace per creare percorsi condivisi di giustizia sociale. 

Osservatorio sul disagio Abitativo 
COSMI - Comitato Solidarietà Migranti 
CSC Nuvola Rossa 
CSO Angelina Cartella 
Società de Territorialisti/e
Un Mondo Di Mondi - Cristina Delfino, Giacomo Marino

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano

Collettiva AutonoMIA