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lunedì 4 settembre 2017

Alloggi popolari, dopo il sit-in si rinvia ancora

Tardano ad arrivare le risposte sul tema alloggi popolari. 

Stamane le associazioni riunite nell'Osservatorio sul disagio abitativo (ASIA-USB Reggio Calabria, Comitato Solidarietà Migranti, CSC Nuvola Rossa, CSOA Angelina Cartella, Società dei Territorialisti/e Onlus, Un Mondo Di Mondi), il movimento Reggio non tace, la Collettiva AutonoMia, insieme ad alcune famiglie si sono date appuntamento davanti Palazzo San Giorgio con l'intenzione di ottenere un incontro, fino ad oggi negato, con il sindaco Falcomatà. 

Tanti infatti gli interrogativi lasciati in sospeso sul tema, a quasi sei mesi dall'approvazione della delibera n.3 approvata in Consiglio comunale lo scorso 10 febbraio: la nomina di un dirigente e di un assessore, l'esito delle verifiche sugli assegnatari effettuate dagli informatici della Re.ca.si, il possibile utilizzo dei beni confiscati come alloggi popolari, il regolamento per le assegnazioni in deroga. 

In tarda mattinata tre rappresentanti sono stati ricevuti dal vice sindaco Armando Neri, dai consiglieri delegati Giovanni Minniti e Nancy Iachino

Poche le informazioni emerse, tra le quali in negativo il mancato avvio delle verifiche per via informatica sugli attuali assegnatari degli alloggi popolari. Entro fine settembre invece è prevista la nuova nomina di un dirigente comunque non esclusivo del settore. 

Tempi lunghi insomma che stridono con le urgenti situazioni di precarietà abitativa. 

Per chiarire meglio il punto della situazione, un nuovo appuntamento è stato fissato per il prossimo mercoledì

Osservatorio sul disagio Abitativo
ASIA-USB Reggio Calabria – Giuseppe Marra
Comitato Solidarietà Migranti
CSC Nuvola Rossa
CSOA Angelina Cartella
Società dei Territorialisti/e Onlus
Un Mondo Di Mondi Cristina Delfino - Giacomo Marino

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano

Collettiva AutonoMia


domenica 3 settembre 2017

Politiche della casa, domani il sit-in per ottenere risposte e un piano d'azione

Lunedì, 4 settembre 
dalle ore 9 
Piazza Italia (Reggio Calabria)


Politiche della casa ancora in stallo. Nessuna notizia trapela dall’amministrazione comunale dopo il ritiro delle deleghe all’ex assessora Angela Marcianò.



Falliti i tentativi di un confronto con il sindaco Falcomatà per la ripresa del percorso a garanzia del diritto all’abitare, non resta che scendere in piazza per richiamare l’attenzione sulle famiglie costrette in una condizione di disagio abitativo.

L’estate infatti non poteva trascorrere tranquilla tra i tanti interrogativi lasciati in sospeso.

Dalla segreteria del sindaco l' unica informazione emersa è quella della nomina del dr Manuel Pulella come dirigente ad interim del settore. Un dirigente provvisorio dunque che è già alla guida di altri settori, lascia presagire l'immobilismo del percorso auspicato.

A sette mesi dall’approvazione della delibera di Consiglio Comunale n. 3 del 10 febbraio scorso, nulla è emerso in merito alla nuova nomina di un assessore alle politiche della casa né tanto meno si conoscono gli esiti delle verifiche, effettuate dagli informatici della Re.ca.si, sui requisiti degli assegnatari degli alloggi popolari, esiti che per bocca dell’ex assessora Marcianò si aspettavano entro la metà del mese di luglio scorso. 

Proprio le verifiche dei requisiti sugli assegnatari degli alloggi popolari previsti dalla legge sono infatti, come più volte ribadito, il nodo cruciale per garantire legalità nel settore. L’uso improprio e criminale degli alloggi erp (vendita, affitto) non è che una diretta conseguenza dall’assenza di verifiche e di trasparenza da parte del Comune.

Nessuna notizia anche sul fronte beni confiscati. Si attende ancora di conoscere il numero degli immobili disponibili da poter utilizzare come alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Silenzio anche sul bando social housing pubblicato dalla Regione Calabria sul BURC n. 70, parte terza, del 24 luglio 2017, il quale nell’azione 9.4.1 prevede la possibilità di ristrutturare alloggi di proprietà comunale da adibire ad alloggi sociali. 

Una politica della casa miope inoltre trascura l’enorme vuoto inutilizzato del patrimonio privato che potrebbe essere rivalorizzato per il bisogno abitativo delle famiglie a basso reddito che vivono in città.

Lo sgombero violento di qualche giorno fa a Roma di decine di famiglie povere non è che il segno più eclatante di una politica della casa fallimentare che anziché lavorare per garantire il diritto all’abitare a tutti gli essere umani, preferisce scagliarsi contro chi non ha un posto dove vivere.

Contro un sistema indifferente ai diritti delle persone più povere, l’Osservatorio sul disagio abitativo (ASIA-USB Reggio Calabria, Comitato Solidarietà Migranti, CSC Nuvola Rossa, CSOA Angelina Cartella, Società dei Territorialisti/e Onlus, Un Mondo Di Mondi), insieme a Reggio non tace, alla Collettiva AutonoMia e alle famiglie impegnate per il diritto alla casa, saranno a Piazza Italia lunedì 4 settembre dalle ore 9. 

L’obiettivo sarà quello di ottenere risposte concrete per delineare un piano d’ azione convincente a garanzia del diritto all’abitare per le persone a basso reddito.

La politica dalle eterne promesse disattese persiste ma il vaso è colmo. 

Osservatorio sul disagio Abitativo
ASIA-USB Reggio Calabria – Giuseppe Marra
Comitato Solidarietà Migranti
CSC Nuvola Rossa
CSOA Angelina Cartella
Società dei Territorialisti/e Onlus
Un Mondo Di Mondi  - Giacomo Marino, 
Cristina Delfino 

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano
Collettiva AutonoMia

lunedì 28 agosto 2017

L'ultimo saluto all'ing. Marcello Romano, ex dirigente ai Lavori pubblici del Comune di Reggio Calabria

Quando un mese fa rassegnò le sue dimissioni da dirigente, non potemmo che rammaricarci. 

Assemblea sul diritto all'abitare (maggio 2017)
a sinistra l'ing.M. Romano (Foto di M. Costantino)
Il fatto è che l'ing. Marcello Romano aveva mostrato doti umane e professionali rare nelle stanze degli uffici comunali: l'inclinazione al confronto e al dialogo anche quando l'interlocutore ha posizioni divergenti dalle proprie ma l'obiettivo comune di una Reggio più giusta e pulita. 

Così, pur se la politica voltava le spalle, la porta del suo ufficio era aperta, anche quando il suo corpo faticava a reggere il suo implacabile senso del dovere. 

Ed è certo che la sua breve permanenza a Reggio ha lasciato più di un segno e i suoi sforzi, vogliamo credere, non saranno stati vani

Associazione Un mondo di mondi 

mercoledì 9 agosto 2017

Nuovo appello per Simona

Il prossimo 11 agosto la ragazzina di Arghillà dovrà sottoporsi alla terza visita al "Bambino Gesù" di Roma


Nel mese di giugno scorso l’associazione Un mondo di mondi ha pubblicato un appello per aiutare la piccola Simona (nome di fantasia). 

Una bambina di 11 anni con problemi di salute tali da dover essere sottoposta ad una visita all'ospedale pediatrico “Bambino Gesu” di Roma ma che, a causa delle condizioni economiche familiari, non poteva affrontare le spese di viaggio.


I genitori di Simona sono disoccupati ormai da anni, abitano in un alloggio popolare ad Arghillà nord e soltanto con piccole attività saltuarie e l’aiuto dei parenti riescono a stento a garantire ai 5 figli l’indispensabile per il sostentamento.

Molte persone, la parrocchia di Arghillà ed il Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza hanno risposto all’appello offrendo gli aiuti economici necessari. 

Grazie all’aiuto ricevuto, la piccola Simona, accompagnata dalla madre, si è sottoposta ad una prima visita il 14 giugno ed è stata ricoverata in Day hospital il 10 luglio a Roma.

Già da tempo la piccola Simona si sarebbe dovuta sottoporre ad una visita specialistica al “Bambino Gesù” ma le difficoltà economiche della sua famiglia lo hanno impedito. Con il passare del tempo le sue condizioni di salute sono peggiorate ma oggi, grazie all’aiuto ricevuto, ha avuto la possibilità di accedere alle cure mediche adeguate.

L'associazione Un Mondo di mondi ringrazia tutte le persone, la parrocchia ed il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza che hanno supportato la piccola Simona, consentendole di avere accesso alle cure necessarie. 

La solidarietà della comunità e del Garante ha tamponato l'assenza di una concreta e sistematica garanzia del diritto alla salute.

Il prossimo 11 agosto Simona dovrà tornare con la madre al l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù per una terza visita. 

I biglietti ferroviari sono stati forniti dalla sua parrocchia ma servirebbe un contributo per le spese relative ai mezzi di trasporto e per l'acquisto di cibo quando Simona e sua madre saranno giunte a Roma.

Chi volesse donare un contributo può contattare il numero 3299036972.

Giacomo Marino - Presidente "Un Mondo di mondi" 

venerdì 4 agosto 2017

Quale futuro per il settore Politiche della casa? A rischio il percorso avviato per il diritto all'abitare


Reggio Calabria. Sul tema diritto alla casa e alloggi popolari, la città rischia di ritornare ad una situazione di stallo, come quella di sette mesi fa. 

La nuova assenza di un assessore alle politiche abitative e a breve di un dirigente di settore, rischia infatti di fermare il percorso avviato pur tra mille difficoltà, dopo oltre due anni di inerzia amministrativa. 

La nomina nel dicembre scorso dell’assessora Angela Marcianò e l’approvazione della delibera di Consiglio Comunale n. 3 del 10 febbraio 2017, in seguito al percorso avviato con il presidente del Consiglio Comunale e con le Commissioni assetto del territorio e Servizi sociali, avevano dato qualche speranza. 

Nei sette mesi di assessorato infatti sono state avviate le verifiche sui requisiti degli assegnatari e a fine giugno, dopo 12 anni, le prime tre famiglie vincitrici del bando comunale 2005 hanno ottenuto l’assegnazione di un alloggio. 

Le centinaia di famiglie reggine, ancora in attesa dell’ assegnazione di un alloggio popolare, avevano ricominciato ad aver fiducia e a credere che finalmente sarebbe stata la volta buona. 

Ma il percorso che si è mosso pur con estrema lentezza, rischia oggi di fermarsi

L’amministrazione comunale a questo punto non può trincerarsi dietro il silenzio ma dovrebbe chiarire se e quando intenda riaffidare la delega del settore e nominare un nuovo dirigente. 

E’ altrettanto necessario capire quali siano i risultati effettivamente raggiunti fino ad oggi e le azioni che possono essere messe in atto già da subito.

Dopo 175 (al 4 agosto 2017) giorni dall’approvazione della delibera di Consiglio comunale del 10 febbraio scorso, la città dovrebbe conoscere gli esiti delle verifiche sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari effettuate dalla Re.ca.si sul patrimonio degli alloggi comunali erp e su quello Aterp. L’ex Assessora Marcianò aveva comunicato che entro la metà di luglio sarebbero stati completati gli step legati alle verifiche. 

Questa è infatti l’azione più importante su cui ruota la gestione degli alloggi popolari, azione che dovrebbe essere di sistema nel settore comunale specifico. 

Dalle verifiche sugli assegnatari dipende infatti la garanzia di effettiva legalizzazione del settore, quindi la possibilità che gli alloggi popolari vengano assegnati in modo trasparente ed in tempi congrui alle famiglie che hanno diritto. 

Il “sistema illegale” che permette un uso improprio degli alloggi popolari, si nutre infatti dell’assenza di verifiche sugli assegnatari, dalle quali dipendono i soprusi a danno delle famiglie a basso reddito in attesa di un’assegnazione. 

Altro punto da affrontare è la questione alloggi confiscati. C’è da chiedersi ancora perché, nonostante ci sia il bisogno di reperire alloggi da assegnare alle tante famiglie in attesa, l’Amministrazione continui invece ad assegnare gli alloggi confiscati solo ad associazioni. 

Il Comune di fatto continua a non definire ufficialmente quali e quanti siano gli alloggi confiscati da adibire ad uso alloggi popolari.

Considerata la necessità di ristrutturazione dei beni confiscati e degli alloggi popolari, la città dovrebbe sapere anche se l’Amministrazione comunale intenda rispondere al bando social housing pubblicato dalla Regione Calabria sul BURC n. 70, parte terza, del 24 luglio 2017, il quale nell’azione 9.4.1 prevede la possibilità di ristrutturare alloggi di proprietà comunale da adibire ad alloggi sociali

Il Comune infatti potrebbe presentare un progetto per alloggi popolari anziché di housing sociale, come invece si è deciso di fare in passato, penalizzando le famiglie vincitrici del bando 2005, in attesa da 12 anni dell’assegnazione di un alloggio popolare. 

Per quanto concerne la questione dei lavori di manutenzione degli alloggi popolari, l’Amministrazione ha previsto nel bilancio di previsione triennale (2017-2020) una somma di 1,3 milioni di euro per l’anno 2017. Sarebbe necessario che il Comune definisca e metta in atto entro tempi ben definiti le procedure necessarie per avviare i lavori. La gran parte del patrimonio degli alloggi comunali versa infatti in una grave condizione strutturale tale da rendere spesso inabitabili gli alloggi assegnati.

Le associazioni riunite nell’Osservatorio sul disagio abitativo, insieme a Reggio non tace e alla Collettiva AutonoMIA, hanno già richiesto un incontro al Sindaco, al presidente del Consiglio Comunale e all’Amministratore Delegato della Recasi per far luce su questi aspetti. 

Si auspica di poter approfondire la questione in tempi brevi per poter dare risposte pubbliche alla città. 


Osservatorio sul disagio Abitativo 
ASIA-USB Reggio Calabria – Giuseppe Marra
Comitato Solidarietà Migranti 
CSC Nuvola Rossa 
CSOA Angelina Cartella 
Società dei Territorialisti/e Onlus 
Un Mondo Di Mondi Cristina Delfino - Giacomo Marino

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano

Collettiva AutonoMia


domenica 23 luglio 2017

Angela Marcianò fuori dalla giunta, a rischio il percorso per il diritto alla casa

Non può che destare preoccupazione il ritiro delle deleghe alla assessora Angela Marcianò.


Foto di M. Costantino
Pur restando esterni alle lotte di potere interne al Partito democratico, non può lasciare indifferenti l’esito che ha portato ad interrompere il percorso intrapreso, in particolare nel settore Politiche della casa.



Pur nei limiti già evidenziati nei mesi scorsi all’interno di una dialettica democratica che ha portato la stessa Angela Marcianò all’utilizzo di toni allusivi e fuorvianti, l’associazione Un mondo di mondi riconosce i passi, se pur lenti, compiuti dal dicembre scorso in seguito alla sua nomina ad assessora alle Politiche della casa.

Pertanto lascia basiti la decisione del sindaco Falcomatà di voler defenestrare un’assessora che in sette mesi ha messo in moto, pur non condividendone in toto le scelte, un settore rimasto inerte per oltre due anni

Offendono inoltre i tempi dell’infelice decisione, coincidendo con l’imminente termine della gravidanza della stessa Marcianò.

L’associazione Un mondo di mondi ritiene questa scelta penalizzante per la città e soprattutto per le famiglie a basso reddito in attesa dell’assegnazione di un alloggio. 

Rischia infatti di interrompersi così un percorso che ha condotto alla proposta di un regolamento per le assegnazioni in deroga degli alloggi popolari, già in discussione nelle commissioni consiliari, su proposta dell’ormai ex assessora alle Politiche della casa e come richiesto da tempo dalle associazioni già attente a valutarne i contenuti.

Il benessere della città dovrebbe sempre prevalere sulle lotte di potere che non coincidono con la sana dialettica politica.


Giacomo Marino, Cristina Delfino - Direttivo Un mondo di Mondi

venerdì 14 luglio 2017

Alloggi popolari, procedura informatica per le assegnazioni in deroga

La proposta delle associazioni per garantire più efficacia e trasparenza 


Una procedura informatica è la proposta che l’Osservatorio sul disagio abitativo (Centro sociale A.Cartella, Centro sociale Nuvola Rossa, Comitato Solidarietà Migranti, Società dei Territorialisti e Un Mondo Di Mondi), Reggio Non Tace e Collettiva AutonoMia hanno presentato, con documento, alle commissioni comunali per emendare il regolamento comunale per le emergenze abitative presentato dall’assessora Marcianò.


Pur condividendo l’assoluta necessità di un regolamento per garantire trasparenza alle assegnazioni in deroga e restringere la sfera di discrezionalità politica, come da tempo richiesto dalle stesse associazioni, la proposta di regolamento approvata dalla Giunta non convince pienamente.

La proposta si basa sul meccanismo di una commissione composta da 18 componenti, di settori ed enti diversi, che riunendosi dovrebbero verificare i dati delle domande presentate, redigere la graduatoria e aggiornarla ogni 6 mesi. Questo sistema, che riproduce quello previsto e ampiamente sperimentato nel corso degli anni per le assegnazioni ordinarie, rischia di non garantire i tempi brevi fondamentali per i casi di emergenza abitativa e tantomeno la trasparenza nelle verifiche.

E’ chiaro che l’intenzione di eliminare la discrezionalità attraverso il regolamento rischia di naufragare con questa Commissione che rappresenta lo strumento utile per mantenerla.

Invece, la procedura informatica proposta dalle associazioni, applicata da tempo ed in modo efficace in diverse città, da Messina a Milano, garantirebbe tempi molto veloci e adatti alle emergenze nonchè massima trasparenza nella verifica dei requisiti

Con la procedura informatica la famiglia richiedente l'assegnazione di un alloggio popolare vedrebbe, dopo pochi giorni, inserita la sua domanda nella graduatoria pubblicata sul sito del Comune; con il metodo della Commissione invece potrebbero passare anche 6 mesi. 

La verifica dei requisiti dei richiedenti verrebbe effettuata incrociando le diverse banche dati e quindi garantirebbe la massima efficienza evitando errori, duplicazioni, raccomandazioni, cosa che invece la Commissione non potrebbe garantire.

Un'ulteriore osservazione, anche questa non trascurabile, riguarda alcuni aspetti su cui la proposta di regolamento interviene modificando alcuni articoli della legge regionale vigente (LR 32/1996) e poiché il Comune non ha potere legislativo, ciò non può essere ammissibile. Se questi aspetti non saranno corretti, nel rispetto della normativa vigente, il regolamento sarebbe esposto ad una serie di azioni legali di impugnazione che rallenterebbero e, in alcuni casi, fermerebbero le assegnazioni in deroga. 

Altro punto da rivedere è la mancata distinzione tra i diversi casi di emergenza: quelli aventi carattere di estrema urgenza (sfratti eseguiti, calamità, crollo dell’edificio, pericolo imminente, violenza domestica, ecc) e quelle senza carattere di estrema urgenza (alloggio sovraffollato, condizioni antigieniche, ecc). I due tipi di “emergenze” non possono infatti essere trattate con lo stesso metodo. 

La procedura informatica dovrebbe essere applicata per le emergenze senza carattere di estrema emergenza che sono le più numerose, mentre per quelle con carattere di estrema urgenza è necessario un intervento ancora più celere da affidare al dirigente del settore alloggi che dovrà provvedere all’assegnazione tempestiva previa acquisizione della relativa documentazione. La Commissione in questo caso potrebbe avere un ruolo di verifica e di controllo

Si auspica che le riflessioni riguardanti il benessere della città e, in particolare, delle classi sociali più vulnerabili, non siano oggetto di sterili conflitti interni all'amministrazione e alla maggioranza in consiglio comunale. Una tematica così importante e delicata non può essere affrontata “da tifoso” e ci si augura che queste osservazioni vengano valutate con la dovuta attenzione.



Osservatorio sul disagio Abitativo
COSMI, 
CSO A. Cartella, 
CSC Nuvola Rossa 
Società dei Territorialisti 
Un Mondo Di Mondi - Giacomo Marino, Cristina Delfino

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano 

Collettiva AutonoMIA