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domenica 23 luglio 2017

Angela Marcianò fuori dalla giunta, a rischio il percorso per il diritto alla casa

Non può che destare preoccupazione il ritiro delle deleghe alla assessora Angela Marcianò.


Foto di M. Costantino
Pur restando esterni alle lotte di potere interne al Partito democratico, non può lasciare indifferenti l’esito che ha portato ad interrompere il percorso intrapreso, in particolare nel settore Politiche della casa.



Pur nei limiti già evidenziati nei mesi scorsi all’interno di una dialettica democratica che ha portato la stessa Angela Marcianò all’utilizzo di toni allusivi e fuorvianti, l’associazione Un mondo di mondi riconosce i passi, se pur lenti, compiuti dal dicembre scorso in seguito alla sua nomina ad assessora alle Politiche della casa.

Pertanto lascia basiti la decisione del sindaco Falcomatà di voler defenestrare un’assessora che in sette mesi ha messo in moto, pur non condividendone in toto le scelte, un settore rimasto inerte per oltre due anni. 

Offendono inoltre i tempi dell’infelice decisione, coincidendo con l’imminente termine della gravidanza della stessa Marcianò.

L’associazione Un mondo di mondi ritiene questa scelta penalizzante per la città e soprattutto per le famiglie a basso reddito in attesa dell’assegnazione di un alloggio. 

Rischia infatti di interrompersi così un percorso che ha condotto alla proposta di un regolamento per le assegnazioni in deroga degli alloggi popolari, già in discussione nelle commissioni consiliari, su proposta dell’ormai ex assessora alle Politiche della casa e come richiesto da tempo dalle associazioni già attente a valutarne i contenuti.

Il benessere della città dovrebbe sempre prevalere sulle lotte di potere che non coincidono con la sana dialettica politica.


Giacomo Marino, Cristina Delfino - Direttivo Un mondo di Mondi

venerdì 14 luglio 2017

Alloggi popolari, procedura informatica per le assegnazioni in deroga

La proposta delle associazioni per garantire più efficacia e trasparenza 


Una procedura informatica è la proposta che l’Osservatorio sul disagio abitativo (Centro sociale A.Cartella, Centro sociale Nuvola Rossa, Comitato Solidarietà Migranti, Società dei Territorialisti e Un Mondo Di Mondi), Reggio Non Tace e Collettiva AutonoMia hanno presentato, con documento, alle commissioni comunali per emendare il regolamento comunale per le emergenze abitative presentato dall’assessora Marcianò.


Pur condividendo l’assoluta necessità di un regolamento per garantire trasparenza alle assegnazioni in deroga e restringere la sfera di discrezionalità politica, come da tempo richiesto dalle stesse associazioni, la proposta di regolamento approvata dalla Giunta non convince pienamente.

La proposta si basa sul meccanismo di una commissione composta da 18 componenti, di settori ed enti diversi, che riunendosi dovrebbero verificare i dati delle domande presentate, redigere la graduatoria e aggiornarla ogni 6 mesi. Questo sistema, che riproduce quello previsto e ampiamente sperimentato nel corso degli anni per le assegnazioni ordinarie, rischia di non garantire i tempi brevi fondamentali per i casi di emergenza abitativa e tantomeno la trasparenza nelle verifiche.

E’ chiaro che l’intenzione di eliminare la discrezionalità attraverso il regolamento rischia di naufragare con questa Commissione che rappresenta lo strumento utile per mantenerla.

Invece, la procedura informatica proposta dalle associazioni, applicata da tempo ed in modo efficace in diverse città, da Messina a Milano, garantirebbe tempi molto veloci e adatti alle emergenze nonchè massima trasparenza nella verifica dei requisiti. 

Con la procedura informatica la famiglia richiedente l'assegnazione di un alloggio popolare vedrebbe, dopo pochi giorni, inserita la sua domanda nella graduatoria pubblicata sul sito del Comune; con il metodo della Commissione invece potrebbero passare anche 6 mesi. 

La verifica dei requisiti dei richiedenti verrebbe effettuata incrociando le diverse banche dati e quindi garantirebbe la massima efficienza evitando errori, duplicazioni, raccomandazioni, cosa che invece la Commissione non potrebbe garantire.

Un'ulteriore osservazione, anche questa non trascurabile, riguarda alcuni aspetti su cui la proposta di regolamento interviene modificando alcuni articoli della legge regionale vigente (LR 32/1996) e poiché il Comune non ha potere legislativo, ciò non può essere ammissibile. Se questi aspetti non saranno corretti, nel rispetto della normativa vigente, il regolamento sarebbe esposto ad una serie di azioni legali di impugnazione che rallenterebbero e, in alcuni casi, fermerebbero le assegnazioni in deroga. 

Altro punto da rivedere è la mancata distinzione tra i diversi casi di emergenza: quelli aventi carattere di estrema urgenza (sfratti eseguiti, calamità, crollo dell’edificio, pericolo imminente, violenza domestica, ecc) e quelle senza carattere di estrema urgenza (alloggio sovraffollato, condizioni antigieniche, ecc). I due tipi di “emergenze” non possono infatti essere trattate con lo stesso metodo. 

La procedura informatica dovrebbe essere applicata per le emergenze senza carattere di estrema emergenza che sono le più numerose, mentre per quelle con carattere di estrema urgenza è necessario un intervento ancora più celere da affidare al dirigente del settore alloggi che dovrà provvedere all’assegnazione tempestiva previa acquisizione della relativa documentazione. La Commissione in questo caso potrebbe avere un ruolo di verifica e di controllo. 

Si auspica che le riflessioni riguardanti il benessere della città e, in particolare, delle classi sociali più vulnerabili, non siano oggetto di sterili conflitti interni all'amministrazione e alla maggioranza in consiglio comunale. Una tematica così importante e delicata non può essere affrontata “da tifoso” e ci si augura che queste osservazioni vengano valutate con la dovuta attenzione.



Osservatorio sul disagio Abitativo
COSMI, 
CSO A. Cartella, 
CSC Nuvola Rossa 
Società dei Territorialisti 
Un Mondo Di Mondi - Giacomo Marino, Cristina Delfino

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano 

Collettiva AutonoMIA




sabato 1 luglio 2017

Alloggi popolari, giustizia sociale e lotta agli abusi

Giovedì scorso l'assemblea pubblica sul diritto all'abitare

Legalità intesa come giustizia sociale.

Assemblea popolare del 29 giugno -  Libreria Universalia (Rc)
G. Marino - C. Delfino - R. Marotta - N. Santostefano
E’ un messaggio chiaro quello che è emerso giovedì scorso alla libreria Universalia, durante l’assemblea pubblica sul tema degli alloggi popolari e il diritto all’abitare, organizzata dall’Osservatorio sul disagio abitativo (COSMI - Comitato Solidarietà Migranti, CSC Nuvola Rossa, CSOA Angelina Cartella, Società dei Territorialisti/e, Un Mondo Di Mondi) insieme al Movimento Reggio Non Tace e alla Collettiva AutonoMIA. 

Assenti all’assemblea la gran parte dei rappresentanti istituzionali invitati, molti dei quali giustificati per impegni concomitanti, tra i quali il dirigente Marcello Romano, interlocutore attento delle associazioni negli ultimi mesi. 

Nessuna notizia invece da parte dell’assessora Angela Marcianò, con grande rammarico delle associazioni. 

Presenti la consigliera delegata ai beni confiscati Nancy Iachino, il consigliere delegato all’edilizia pubblica Giovanni Minniti e la consigliera vice-presidente della commissione politiche sociali Paola Serranò i quali hanno accolto positivamente l’invito al confronto e al dialogo ed espresso il loro contributo al dibattito. 

Importanti i passi in avanti compiuti dopo quattro mesi dall’approvazione della delibera di Consiglio comunale n.3 dello scorso 10 febbraio, tra i quali le prime consegne degli alloggi erp ai primi tre vincitori del bando 2005. 

Le associazioni hanno riconosciuto il lavoro dell’assessora Marcianò e del dirigente Romano i quali, anche grazie alla collaborazione e al confronto con le associazioni e i cittadini interessati al tema, hanno smosso un settore rimasto incancrenito da anni. 

Ma il percorso per garantire il diritto all’abitare alle famiglie a basso reddito resta ancora lungo e gli strascichi delle ultime polemiche in merito agli sgomberi annunciati si fanno sentire. 

«Partire dagli sgomberi delle famiglie occupanti senza titolo ma comunque in condizioni povertà, significa partire dalla coda e non dalla testa del problema – ha spiegato Giacomo Marino, presidente dell’associazione Un mondo di mondi - la delibera di Consiglio al primo punto prevede che si debba raggiungere la finalità di legge del “… pubblico controllo sulla materia” e quindi del turn-over, effettuando le verifiche sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari, redigendo una banca dati da pubblicare e procedendo con le decadenze necessarie».

Lotta quindi a chi sfrutta il disagio abitativo e utilizza gli alloggi popolari illecitamente, attraverso la vendita, gli affitti o gli usi irregolari degli stessi. 

Da tutelare invece le famiglie senza reddito e prive di un’abitazione. 

«Questo significa – ha continuato Marino - che il Comune dovrebbe prima raccogliere tutti i dati su alloggi e assegnatari, sugli occupanti art. 31 e sugli occupanti abusivi e poi agire con tutti gli strumenti della legge per garantire il diritto all’alloggio alle famiglie effettivamente in stato di bisogno». 

Sulla proposta di regolamento dell’articolo 31 della legge regionale n.32/96 per le assegnazioni in deroga, in fase di discussione nelle commissioni consiliari, si è soffermato l’avvocato Nicola Santostefano, del Movimento Reggio non tace. 

«Siamo soddisfatti del fatto che finalmente un regolamento sia stato previsto, come le associazioni hanno chiesto negli anni, per ostacolare la discrezionalità delle assegnazioni in deroga – ha spiegato Santostefano – Apporteremo il nostro contributo per le modifiche nelle commissioni competenti perché il meccanismo appare piuttosto farraginoso».

A ricordare come il concetto di legalità sia strettamente legato a quello di giustizia sociale, i componenti dell’Osservatorio sul disagio abitativo. 

«Legalità - ha detto Germana Chemi - dovrebbe essere innanzitutto lotta alla speculazione non al bisogno». 

Dell’assurdità del disagio abitativo in una città come Reggio Calabria ne hanno discusso Rosalba Marotta e il professore dell’Università di Firenze, Alberto Ziparo.

«Ricordiamo che in città ben 3 mila edifici risultano completamente inutilizzati e i vani realizzati superano gli abitanti di oltre 40 mila unità».

Una politica di più ampio respiro porterebbe quindi a garantire il diritto all’abitare non soltanto per la totalità dei cittadini reggini ma anche per molti migranti in cerca di un futuro migliore. Basterebbe volerlo. 

Osservatorio sul disagio Abitativo  

CSOA Angelina Cartella, 
CSC Nuvola Rossa, 
COSMI, 
Società dei Territorialisti  
Un Mondo Di Mondi

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano 

Collettiva AutonoMIA 





mercoledì 28 giugno 2017

Alloggi popolari, domani l'assemblea pubblica

Giovedì 29 giugno alle ore 18 
 libreria Universalia (via Treviso alta nr 41)


Alloggi popolari e diritto all’abitare. Questo il tema dell’assemblea pubblica che si terrà giovedì 29 giugno alle ore 18 presso la libreria Universalia (via Treviso alta nr 41). 

Ad organizzare l’incontro, l’Osservatorio sul disagio abitativo (composto da: CSOA “A.Cartella”, CSC Nuvola Rossa, CO.S.MI, Società dei TERRITORIALISTI/E e Un Mondo Di Mondi), il Movimento REGGIO NON TACE e la Collettiva AutonoMIA, per fare il punto della situazione dopo oltre quattro mesi dall’approvazione della delibera del Consiglio comunale n.3 del 10 febbraio scorso. 

Al dibattito pubblico sono stati inviatati i rappresentanti istituzionali competenti sul tema per favorire un confronto utile a risolvere le questioni ancora aperte, a garanzia del diritto all’abitare per le famiglie a basso reddito. 

Sono infatti ancora centinaia le famiglie che vivono in situazioni di disagio abitativo, nonostante i passi in avanti compiuti negli ultimi mesi e le prime proposte di assegnazione di un alloggio ai vincitori del bando 2005, dopo anni di stasi. 

Il percorso per il ripristino delle condizioni di legalità nel settore è stato avviato, dopo una lunga e tortuosa battaglia portata avanti dalle associazioni e dalle singole persone che non si sono rassegnate all’inerzia istituzionale. Ma molte questioni rimangono ancora aperte. 

Il confronto pubblico è un mezzo efficace per rendere partecipe la cittadinanza nelle decisioni politico-amministrative, per migliorarle e far emergere perplessità e punti di forza delle scelte adottate dalle istituzioni per risolvere le criticità cittadine. 

Il dialogo aperto e trasparente è un mezzo efficace per creare percorsi condivisi di giustizia sociale. 

Osservatorio sul disagio Abitativo 
COSMI - Comitato Solidarietà Migranti 
CSC Nuvola Rossa 
CSO Angelina Cartella 
Società de Territorialisti/e
Un Mondo Di Mondi - Cristina Delfino, Giacomo Marino

Reggio Non Tace - Avvocato Nicola Santostefano

Collettiva AutonoMIA

lunedì 26 giugno 2017

Alloggi popolari, giovedì l'assemblea pubblica a Reggio Calabria


Giovedì 29 giugno 2017 dalle ore 18,00 
presso la libreria Universalia (via Treviso alta nr 41) 
Reggio Calabria


Dopo 139 giorni dall’approvazione della delibera in Consiglio comunale, giovedì 29 giugno 2017 dalle ore 18,00 presso la libreria Universalia in via Treviso alta nr 41 a Reggio Calabria, si terrà un’assemblea pubblica sul tema degli alloggi popolari. 

L’obiettivo è affrontare pubblicamente, nell’ottica della trasparenza e della condivisione, la questione degli alloggi popolari e del diritto fondamentale all’alloggio adeguato. 

L’applicazione della delibera di Consiglio comunale del 10 febbraio 2017, avendo come obiettivo la legalizzazione del settore degli alloggi popolari, è una questione complessa che riguarda diversi settori dell’Amministrazione comunale, il distretto Aterp di Reggio Calabria e la cittadinanza.


Per tali ragioni all’assemblea sono invitati, insieme all’assessora alle politiche abitative del Comune A. Marcianò, al dirigente di settore M. Romano ed al presidente del consiglio Comunale D. Delfino, anche il Sindaco, il consigliere delegato G. Minniti, l’Assessora alle politiche sociali Lucia Nucera, i consiglieri comunali e in particolare i presidenti ed i componenti delle commissioni comunali che hanno già trattato e tratteranno ancora il tema. 

Sono invitati inoltre i dirigenti del Distretto Aterp di Reggio Calabria, il Prefetto ed i cittadini. 

La discussione ed il confronto pubblico in assemblea faciliteranno l’applicazione del percorso avviato per la piena legalità secondo il disegno organico della legge vigente e dei principi costituzionali.

L’assemblea sarà occasione di confronto e di dialogo tra posizioni e punti di vista diversi, nel pieno rispetto di tutte le parti. L’approccio cooperativo, a cui l’assemblea pubblica si ispira, è lo strumento per costruire insieme un percorso di legalità partecipato, trasparente e sostenibile. 

Un tale percorso può consentire il superamento del “sistema illegale” esistente, partendo dalle cause principali per ristabilire efficienza e trasparenza nell’ottica di un’equa politica della casa. 

Pertanto si invitano istituzioni e cittadini a partecipare a questo momento pubblico della politica.


OSSERVATORIO SUL DISAGIO ABITATIVO 
CSOA Cartella
CSC Nuvola Rossa
CO.S.MI.
Società dei TERRITORIALISTI
Un Mondo Di Mondi - Cristina Delfino, Giacomo Marino  

REGGIO NON TACE -Avv.to Nicola Santostefano


sabato 17 giugno 2017

Alloggi popolari, legalità è soprattutto rispetto dei principi costituzionali

Dopo le accuse dell'assessora Marcianò, 
le associazioni chiariscono

Confondere le acque e lanciare accuse per non dare risposte è una strategia diffusa tra politici e amministratori. Ma nel caso dell’assessora Angela Marcianò ciò non può che sorprendere.

Associazioni e assessora durante l'assemblea pubblica
dello scorso maggio (foto di M. Costantino)
Per mesi infatti le associazioni Un mondo di mondi e il movimento Reggio non tace hanno sostenuto le proposte dell’assessora per ripristinare la legalità nel settore degli alloggi popolari.

Ancora prima della sua nomina ad assessora alle politiche della casa, avvenuta nel dicembre scorso, le associazioni, in seguito coadiuvate dall’Osservatorio per il disagio abitativo, hanno intrapreso una lunga battaglia di sensibilizzazione contro i soprusi nella gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Nel 2014 venne anche presentata una dettagliata denuncia alla procura con allegato plico documentale. Numerose negli anni anche gli appelli sulla stampa e in occasioni pubbliche per sollecitare le istituzioni ad agire sulle verifiche degli assegnatari previste dalla legge n 32/96, prima causa di illegalità nel settore e di cui le occupazione abusive sono effetto diretto. 

Ben 75 alloggi popolari non abitati sono stati segnalati dall’associazione Un mondo di mondi, al fine di essere sottoposti a verifica e di cui non si hanno notizie.

Anche la delibera del Consiglio comunale n. 3 approvata lo scorso 10 febbraio è in parte frutto della collaborazione tra le associazioni e l’assessora Marcianò, di cui si è sempre riconosciuto il merito.

Pertanto sorprendono i toni di accusa dell’assessora, in seguito alla semplice e motivata richiesta di informazioni sugli sgomberi annunciati nelle settimane scorse.

Per chiarire, se fosse necessario: a destare preoccupazione non sono le azioni di contrasto agli abusi di utilizzo degli alloggi popolari (affitti, vendite e usi illegali), denunciati da anni dalle associazioni, ma piuttosto il rischio di violazione del diritto alla casa e alla dignità umana tutelati, si ribadisce, in primis dalla nostra Costituzione e dalle convenzioni internazionali. Rischio in cui si potrebbe incorrere qualora venissero sgomberate anche famiglie in condizioni di vulnerabilità (con figli minori, anziani, diversamente abili).

In queste settimane infatti sono pervenute segnalazioni di ordinanze di sgombero, in città ma anche in altri comuni, per famiglie prive di reddito e di una casa di proprietà, con figli minori a carico.

Le associazioni, sostituendosi agli uffici delle politiche sociali, hanno gratuitamente fornito alle famiglie in questione, ignare della procedura, le informazioni per la regolarizzazione prevista, si ricorda, dalla legge. A scanso di equivoci, precisiamo che la “smania di legalità” era strettamente riferita a questi contesti.

E’ necessario sfatare l’idea che l’occupante abusivo sia sempre e soltanto un delinquente brutto e cattivo intento a violare la legge. Spesso si tratta invece di famiglie prive di reddito che, in assenza di un’alternativa adeguata, sono state costrette, dall’inerzia istituzionale, ad occupare un alloggio senza un decreto di assegnazione, al fine di tutelare la propria famiglia (in merito si richiama la Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 17 – 24 ottobre 2014, n. 44363).

Pertanto è di queste situazioni che si chiede conto, per evitare che il riconoscimento di un diritto si trasformi in una guerra tra poveri. 

L’amministrazione comunale pensa forse di poter sgomberare decine o centinaia di famiglie e bambini per ospitarli a Palazzo San Giorgio?

E’ in merito a queste questioni che si chiedono delucidazioni e risposte.

Tutto il resto è solo incomprensione ma l’obiettivo è una genuina dialettica democratica.


OSSERVATORIO SUL DISAGIO ABITATIVO 
CSOA Cartella
CSC Nuvola Rossa
CO.S.MI.
Società dei TERRITORIALISTI
Un Mondo Di Mondi -Cristina Delfino, Giacomo Marino  

REGGIO NON TACE -Avv.to Nicola Santostefano


giovedì 15 giugno 2017

Alloggi popolari: punire i più poveri non è la soluzione

Il percorso di ripristino delle condizioni di legalità nel settore degli alloggi popolari rischia di trasformarsi in un drammatico paradosso. 

Rc: bambini sgomberati da un alloggio popolare
nel 2014, per 7 mesi dormirono in auto con i genitori
Da quanto è emerso fino ad oggi, l'amministrazione comunale ha preferito agire in via principale al recupero di alloggi da assegnare attraverso lo sgombero di famiglie occupanti senza decreto di assegnazione. 

Sono stati già annunciati 18 imminenti sgomberi dei quali nulla è emerso circa le condizioni economico-sociali delle persone che dovranno abbandonare con la forza gli alloggi occupati, né tanto meno si ha notizia delle misure che verranno adottate per le famiglie "abusive" in condizioni di particolare vulnerabilità, secondo quanto previsto dalla delibera di Consiglio comunale n. 3 del 10 febbraio scorso. 

In tutta questa smania di legalità proclamata, con protocolli e tavoli su ordine e sgomberi, sembra infatti si voglia volutamente ignorare che spesso, anche se non sempre, l'occupazione abusiva degli alloggi popolari è stata dettata proprio dalla negazione del diritto alla casa e dalla parziale applicazione della legge regionale 32/96, in particolare dalla persistente assenza di verifiche dei requisiti sugli assegnatari. È da ribadire ancora una volta che un assegnatario di un alloggio popolare infatti non è per sempre ma soltanto fintantoché persistono le condizioni di necessità dettate dalla legge regionale. 

Ed ecco dunque il paradosso: l'amministrazione comunale sembra voglia colpire in via prioritaria chi ha occupato un alloggio per un effettivo ed urgente bisogno abitativo al quale lo stesso Comune non ha dato alcuna risposta e non chi invece mantiene un'assegnazione pur avendone perduti i requisiti di necessità, violando di fatto la principale finalità della normativa sugli alloggi popolari, volta alla tutela del diritto alla casa per le fasce sociali a basso reddito, tutela prevista dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali che, secondo il nostro ordinamento, sono al di sopra di qualsiasi altra norma interna di grado inferiore. 

La parola "sgomberi" del resto non può che evocare alla memoria le azioni di forza perpetrate nel non lontano ottobre 2014, quando alcune famiglie prive di reddito e di una casa, furono sgomberate da alcuni alloggi popolari non abitati dagli assegnatari e lasciate letteralmente per strada. 

Per una famiglia in particolare, con quattro figli minori e in possesso di un decreto di assegnazione provvisoria, le forze dell'ordine effettuarono comunque lo sgombero, lasciando la famiglia a dormire in macchina per mesi, azione per la quale è oggi in corso una richiesta di risarcimento danni nei confronti del Comune. 

In quella situazione l'unica alternativa data alle famiglie con un effettivo bisogno abitativo, fu la proposta di separare la famiglia con il trasferimento dei minori e delle madri in una comunità di accoglienza a Cosenza, senza alcun minimo criterio di umanità ma anche economico, considerati gli elevati costi delle strutture di accoglienza che avrebbero gravato sull'intera collettività. 

C'è da domandarsi quindi se la volontà dell'amministrazione comunale sia quella di punire in via prioritaria le classi sociali più vulnerabili e non invece chi lucra sul bisogno altrui, preservando coloro che mantengono un'assegnazione di un alloggio pur non avendo la necessità di abitarlo e che pertanto lo adibiscono ad altri usi. 

Il rischio non è aleatorio senza un censimento preventivo del bisogno abitativo e un razionale programma di azione basato sulla reale mappatura della situazione complessiva.

Preoccupati per questi eventuali rischi, l'Osservatorio per il disagio abitativo (costituito dal Comitato Solidarietà Migranti, Centro sociale Cartella, Centro sociale Nuvola rossa, associazione Un Mondo Di Mondi e società dei Territorialisti) ed il Movimento Reggio non Tace, chiedono al sindaco Falcomatá, all'assessora alle politiche della casa Angela Marcianó e all'assessora alle politiche sociali Lucia Nucera, informazioni pubbliche sullo stato di vulnerabilità delle famiglie che hanno già ricevuto un ordine di sgombero e le eventuali azioni di tutela del diritto all'abitare che saranno adottate. 

Le famiglie che dovessero trovarsi nelle condizioni di sgombero imminente e che hanno i requisiti per avere l’assegnazione di un alloggio potranno rivolgersi all'Osservatorio per essere sostenuti in un percorso di tutela del diritto all'abitare. 

A tal fine sarà organizzata a breve un'assemblea pubblica per affrontare il tema del diritto all'abitare e degli sgomberi annunciati.

Non è mostrando i muscoli con le classi sociali più vulnerabili che si potrà risolvere l'annosa questione dell'inefficiente e illegale gestione degli alloggi popolari!

OSSERVATORIO SUL DISAGIO ABITATIVO 
(CO.S.MI.
CSOA Cartella
CSC Nuvola Rossa
Società dei TERRITORIALISTI
Cristina Delfino, Giacomo Marino – Un Mondo Di Mondi)
REGGIO NON TACE - Avv.to Nicola Santostefano