pub-6178281982904860 Un mondo di mondi

lunedì 10 ottobre 2016

Sfratti zero, Un mondo di mondi sollecita la discussione in consiglio per le politiche abitative

 Un mondo di mondi e  cittadini in attesa di un alloggio Erp in visita dal Presidente del Consiglio Delfino per ricordare la gestione illegale degli alloggi popolari 



In occasione della Giornata Nazionale Sfratti Zero promossa dall’Unione Inquilini, l'associazione Un mondo di mondi, accompagnata da alcuni cittadini in attesa di un alloggio Erp,  ha incontrato stamane il presidente del consiglio comunale Demetrio Delfino per sollecitare la discussione in Consiglio sul tema della gestione degli alloggi popolari. 

La Giornata Nazionale Sfratti Zero prevede iniziative in decine di città in tutta Italia, per denunciare le fallimentari politiche abitative attuate dagli enti pubblici che non affrontano le problematiche che ruotano attorno al diritto all'abitare, continuando a perseguire liberalizzazioni degli affitti a sostegno della rendita immobiliare e privatizzando il patrimonio pubblico a sostegno della speculazione edilizia. 

Nel nostro comune la gestione illegale del patrimonio degli alloggi popolari sta portando alla cancellazione del "welfare abitativo" introdotto dallo Stato per garantire il diritto fondamentale alla casa per le famiglie a basso reddito.

martedì 4 ottobre 2016

L'alfabetizzazione come diritto fondamentale per tutti*

* Articolo pubblicato su http://www.21luglio.org/, in occasione della Giornata Internazionale per l’Alfabetizzazione (8 settembre 2016)
di Cinzia Sgreccia** 
http://www.21luglio.org
Tra i presenti vide un giovane, ben vestito, riservato, arrivato da casa in orario, un ragazzo come tanti. “Sai leggere?“, gli chiese. Il giovane lo guardò imbarazzato e rispose timidamente, “certo!”. Aveva ottimo nelle materie umanistiche alle scuole superiori, appassionato lettore di libri di storia e desideroso di iscriversi all’Università, il giovane rimase quasi scandalizzato e arrabbiato per tale domanda. Nonostante il diploma di scuola superiore conseguito a pieni voti, l’etichetta rimane. Con grande stupore dell’interlocutore il ragazzo legge il passo indicatogli in pubblico, e lo fa con estrema disinvoltura, ovviamente (2016).
Altro caso: bambino ritenuto problematico e muto per mesi dalla docente e dai compagni di classe (scuola primaria), solo al momento dell’applicazione del Cooperative Learning, si sblocca e inizia ad esprimersi, con grande meraviglia dell’insegnante e degli stessi compagni. “Ma lui parla!”, è la risposta di tutti (a.s.2003-2004, e casi simili in a.s. 2009-2010 e succ.).
Segni particolari? Sono entrambi ragazzi rom in episodi realmente accaduti ai nostri giorni: il primo vive in equa dislocazione abitativa; il secondo in un ghetto, entrambi a Reggio Calabria.
L’alfabetizzazione dei minori rom è iniziata con le scuole speciali Lacio drom negli anni Sessanta. Sebbene esse abbiano coinvolto i bambini rom fino ad allora dimenticati, in realtà li separavano, perché non ritenuti capaci di apprendere come gli altri, in altri termini venivano ritenuti “inferiori”. L’habitat non aiutava l’integrazione: l’adolescenza veniva vissuta in mondi paralleli rispetto agli altri coetanei, confinati al campo in cui erano “costretti” a vivere, senza possibilità di confronto, condividendo tra loro pane e indigenza, inambienti spesso squallidi, che lasciavano poco spazio alla speranza in un futuro migliore. I risultati ottenuti lo confermarono. Nel territorio della provincia reggina, nei quasi vent’anni di durata delle scuole speciali(1965-1982) quasi nessuno dei minori rom iscritti conseguì un titolo di studio, rimanendo in condizioni di analfabetismo. Nel 1982, la chiusura delle scuole speciali e l’inserimento dei minori rom nelle scuole ordinarie, favorì il superamento dell’isolamento dei bambini che iniziarono a socializzare con altri minori sebbene la scuola mantenesse il pregiudizio. Nonostante le condizioni, ne conseguiva un modesto miglioramento nel processo di scolarizzazione. Infatti, nella prima metà degli anni Novanta si registravano i primi casi di minori rom che conseguivano un titolo di studio con un livello di istruzione leggermente superiore.
Oggi, dopo trentaquattro anni dall’inserimento degli alunni rom nella scuola ordinaria, nonostante i miglioramenti rispetto al passato, dai dati in nostro possesso, si comprende che l’istituzione scolastica continua ad offrire agli alunni rom un livello di istruzione-educazione insufficiente rispetto agli standard nazionali ed europei. La scolarizzazione degli alunni rom è condizionata da un fenomeno complesso di dispersione scolastica (evasione dell’obbligo, frequenza scolastica irregolare, insuccesso scolastico in presenza, ecc…) che non permette l’accesso pieno al diritto allo studio. Questa situazione è dovuta sia aduna causa interna alla scuola, costituita dall’applicazione di strategie didattiche di tipo frontale e competitivo; sia ad una esterna ad essa, relativa alla condizione di emarginazione sociale delle famiglie rom e in genere delle famiglie più povere, oltre alle condizioni soggettive dell’alunno.
La nostra attività nel settore scolastico, dopo un’articolata fase di ricerca e di formazione, si è sviluppata proponendo e sperimentando nelle classi l’applicazione di metodologie didattiche attive fondate sul costruttivismo, con l’alunno al centro del processo di apprendimento. In particolare si è rivelato vincente ilCooperative Learning, basato su un apprendimento tra pari, il quale accosta all’obiettivo cognitivo lo sviluppo di competenze sociali. Riconosciuto da molti esperti come un efficace sistema-processo attivo di “fare scuola”, garantisce il successo nell’apprendimento, educa ai valori e contrasta efficacemente la dispersione scolastica.
Nelle attività realizzate l’applicazione del Cooperative Learning in diverse scuole ha coinvolto docenti e alunni; i risultati positivi conseguiti da tutti gli studenti del gruppo classe, rom e non, misurati scientificamente, hanno portato ad una riduzione della dispersione scolastica. Tuttavia, ad oggi, raramente le scuole adottano regolarmente questa modalità di apprendimento nella comunità-classe. Piuttosto ricorrono spesso, in misura crescente, alla pedagogia speciale con richiesta di insegnante di sostegno per gli alunni Rom (nel 2015 a Reggio Calabria circa il 18% degli alunni Rom risulta certificato alunno H).


In occasione della Giornata Internazionale per l’Alfabetizzazione auspichiamo che le scuole avviino un’azione di rete che favorisca nelle scuole uno stile di insegnamento-apprendimento di tipo cooperativo tra pari con tutti gli studenti, credendo fermamente nella risorse di ciascun alunno. Nella società multiculturale di oggi questo tipo di apprendimento favorisce l’inclusione di tutti gli studenti, valorizzando le “intelligenze multiple” (Gardner) e educando al rispetto reciproco. “La riforma scolastica, prima che essere guidata dall’alto, deve cominciare all’interno della classe, dall’insegnante e dal suo modo di condurre l’insegnamento apprendimento nella comunità classe. Migliorerà la scuola e l’educazione delle future generazioni” (Comoglio, 2001).
**Ref.te Metodologie innovative 
Associazione UnMondoDiMondi

venerdì 30 settembre 2016

"Progetto Ciambra", il ritorno alla politica dei ghetti urbani

Con il  progetto di riqualifica e ampliamento del quartiere di case popolari della Ciambra,  il Comune di Gioia Tauro e la città metropolitana di Reggio Calabria  rinunciano alla dislocazione abitativa per riproporre il vecchio modello di concentrazione delle famiglie a basso reddito 


Ciambra di Gioia Tauro (Rc)
Una spesa di 8,5 milioni di euro per ristrutturare  e sviluppare ulteriormente un ghetto invece di eliminarlo. 
E’ quanto prevede il “progetto Ciambra”, presentato ad agosto  dalla città metropolitana di Reggio Calabria, insieme all’ Amministrazione comunale di Gioia Tauro. 
Pessimo esordio, c’è da pensare, per la tanto attesa città metropolitana di Reggio Calabria che ha cominciato  ad operare nei territori proponendo la vecchia politica dei “ghetti urbani”. 
Continuando a scegliere il concentramento di famiglie povere, nonostante i tanti danni che la politica di ghettizzazione ha  causato  e continua a causare nel nostro territorio, si rinuncia alla politica dell’equa dislocazione abitativa che invece ha già prodotto significative esperienze di inclusione sociale.
Da quanto è emerso alla conferenza stampa indetta dal sindaco di Gioia Tauro, Giuseppe Pedà, lo scorso 12 settembre, il comune di Gioia Tauro e la città metropolitana di Reggio Calabria  hanno partecipato con il “progetto Ciambra”  al bando nazionale denominato “Bando per la presentazione di progetti per la predisposizione del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”,approvato con il DPCM del 25 maggio 2016 e con scadenza il 31 agosto 2016. 
L’obiettivo della proposta progettuale secondo il sindaco Pedà ed i suoi collaboratori,  sarebbe quello di far “uscire” dalla ghettizzazione i 160 minori che vivono nella Ciambra e le loro famiglie.  
Questo obiettivo verrebbe perseguito con la  ristrutturazione degli alloggi erp, la costruzione nella stessa area di altri edifici, delle  opere di urbanizzazione mancanti e di una chiesa e con l’attuazione degli interventi per favorire la scolarizzazione dei minori e la formazione professionale. 
In questo  progetto, contrariamente a quanto sostengono le ricerche scientifiche e i dati empirici, viene proposto di eliminare  l’emarginazione  ed il degrado sociale del ghetto  intervenendo sul degrado urbano  e fornendo degli interventi  sociali, in quanto si ritiene che  “il degrado urbano del ghetto sia la causa del degrado sociale”. 
G. Marino, presidente di Un Mondo di mondi 
La Scienza sociale al contrario, negli ultimi  decenni,  attraverso diverse ricerche (Wilson W.J.,  1987; Wilson W.J. 1993; E. Pugliese, 1999; Mauro Magatti, 2007; AAVV, I rom e l’abitare interculturale. Dai torrenti ai condomini, Milano, FrancoAngeli, 2009)  conferma   che a determinare direttamente il degrado sociale e l’emarginazione nei ghetti urbani non è il degrado urbano, che vi contribuisce solo marginalmente, ma bensì la concentrazione  di un’alta percentuale di famiglie con reddito basso. Pertanto,  per la Scienza sociale l’intervento  che consente di superare effettivamente il degrado sociale di un quartiere ghetto è quello che elimina  la concentrazione delle famiglie con reddito basso dislocandole equamente in diversi quartieri. 
Il “progetto Ciambra”  non è solo in netto contrasto con le analisi della Scienza sociale e con le esperienze già attuate, ma lo è anche rispetto agli orientamenti  della Strategia nazionale per l’inclusione sociale dei Rom Sinti e Camminanti, della  Comunità Europea e del Por Calabria 2014-2020 che anche per le comunità rom raccomandano l’equa dislocazione abitativa. 
Negli ultimi 20 anni, la politica dell’ equa dislocazione abitativa  è stata applicata per eliminare dei ghetti anche nel territorio della città metropolitana (soprattutto  nei  comuni di Reggio Calabria e di  Melito Porto Salvo) ottenendo ottimi risultati oggetto di una ricerca scientifica. 
Anche il comune di Gioia Tauro, con la delibera di consiglio comunale del 30 settembre 2011, aveva deciso di applicare la  politica dell’equa dislocazione per le famiglie rom e aveva iniziato a farlo. Ma oggi, l’Amministrazione comunale  ha deciso di ritornare alla devastante  “politica dei ghetti”.  
Per questo è necessario capire quali saranno le conseguenze di questa scelta politica.
E’ prevedibile che, se il  “progetto Ciambra” venisse  realizzato,  non solo il degrado sociale della Ciambra  non verrebbe superato  e  per i 160 minori non ci sarebbe alcun vantaggio, ma provocherebbe  anche un peggioramento della situazione. 
Attraverso le opere di ristrutturazione degli alloggi esistenti e  la costruzione di nuovi edifici infatti aumenterebbe il numero delle famiglie povere concentrate nel ghetto, incrementando in questo modo la situazione di ghettizzazione.
Per quanto riguarda gli interventi sociali previsti dal progetto, com’ è già avvenuto in altri quartieri-ghetto, queste azioni  non potrebbero produrre risultati positivi, perché la condizione di ghettizzazione non lo consentirebbe.  
La costruzione della chiesa, con l’utilizzo di fondi pubblici,  sarebbe un’azione  inefficace e ghettizzante.
Per comprendere meglio i limiti del “progetto Ciambra” è bene operare una comparazione con  la proposta progettuale “Restart Scampia”  presentata con lo stesso bando dalla città metropolitana di Napoli, con  l’obiettivo di eliminare il ghetto urbano delle Vele. 
In questo progetto, redatto con la consulenza dell’Università Federico II di Napoli che ha effettuato molti studi in questo settore, le cause del degrado sociale del ghetto  sono individuate nella concentrazione delle famiglie povere e non nel degrado urbano che pure esiste negli edifici delle Vele. La soluzione  che viene proposta per eliminare il ghetto prevede la demolizione di tre  Vele,  la trasformazione della quarta Vela negli uffici della città metropolitana  ed il trasferimento delle famiglie in alloggi popolari dislocati in diversi quartieri della città di Napoli.
Considerata l’importanza strategica che riveste questa scelta politica per la città di Gioia Tauro e per tutto il  territorio metropolitano, questa Associazione chiede al sindaco del comune di Gioia Tauro ed al sindaco della città metropolitana di Reggio Calabria di voler accettare un , confronto aperto e trasparente sui contenuti del “progetto Ciambra”, con l’obiettivo di elaborare insieme una variazione  al progetto che consenta  l’effettivo superamento del ghetto .    
Giacomo Marino – Cristina Delfino – Direttivo Un Mondo Di Mondi

venerdì 16 settembre 2016

Alloggi popolari, urgente la lotta al sistema illegale

Un mondo di mondi, Ancadic e Reggio non tace, 
oggi in conferenza stampa per ribadire la necessità di ripristinare la legalità nella gestione degli alloggi Erp a Reggio Calabria 


Comunicato Stampa 

N. Santostefano, G.Marino, F. Nucara in conferenza stampa 
Si fa attendere la convocazione del Consiglio comunale sul tema della gestione degli alloggi popolari a Reggio Calabria. 

Dopo oltre due mesi dall'approvazione in Prima commissione Assetto del territorio, del documento presentato dalle associazioni Un mondo di mondi e Ancadic, stenta ad avviarsi il percorso di riflessione sull'inadeguata attuazione della legge regionale 32/1996. 

Le associazioni Un mondo di mondi, Ancadic e il movimento Reggio Non tace, da tempo impegnati per il ripristino della legalità sul tema degli alloggi popolari, sottolineano ancora una volta la necessità di avviare al più presto i provvedimenti opportuni e previsti dalla legge. In particolare andrebbero effettuate le verifiche dei requisiti sugli attuali assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), con l’intervento della Prefettura e delle forze di Polizia dello Stato, ed accertate le necessarie decadenze. 

Provvedimenti indispensabili per garantire il diritto all’abitare per le famiglie a basso reddito. 

Pertanto, la convocazione di un Consiglio comunale per aprire una discussione sull’illegalità diffusa nella gestione degli alloggi popolari e decidere i provvedimenti necessari per effettuare le verifiche previste dalla legge, non dovrebbe comunque rallentare né sostituire l’intervento ordinario dell’amministrazione comunale.

Purtroppo la scarsa valorizzazione del settore degli alloggi popolari appare evidente. L’Amministrazione comunale non ha infatti previsto per questo settore la designazione di un assessorato ma incaricato solo un consigliere delegato, come avviene per settori meno importanti per la vita sociale della città. 

Non può che lasciare perplessi anche il fatto che l’Amministrazione comunale ha atteso un anno e mezzo prima di sostituire il dirigente del settore patrimonio che guidava questo delicato ambito fin dai tempi della Commissione Straordinaria. Ad oggi è stata nominata una dirigente di indiscussa capacità, l’avvocatessa Carmela Stracuzza, che però deve districarsi in altri due settori impegnativi (personale e sport). 
Considerata l’enorme mole di lavoro e nonostante tutta la buona volontà immaginabile, più che un dirigente, servirebbe un prestigiatore. 

Eppure questo è un settore che presenta bisogni di primaria importanza per garantire maggiore equità sociale. 

Oltre alle famiglie che attendono l’assegnazione di un alloggio pur essendo da anni in graduatoria, altre situazioni di grave emergenza abitativa chiedono una risposta. Gli innumerevoli alloggi che potrebbero ritornare nella disponibilità del Comune se si attuassero le verifiche previste dalla legge regionale 32 del 1996, non sono forse una beffa per le famiglie più povere e vulnerabili della città? 

Le verifiche sono soprattutto un’arma efficace contro gli abusi, quali la compravendita e l’affitto illegale degli alloggi di proprietà del Comune. 

Per questo le associazioni Un mondo di mondi, Ancadic ed il movimento Reggio Non tace, considerati i tempi lenti della politica ed il “sistema illegale” che governa il settore, continueranno su più fronti la battaglia per il ripristino della legalità nella gestione degli alloggi popolari.

Lo faranno, non solo sollecitando l’azione politica, ma anche promuovendo il fronte della giustizia amministrativa con i già avviati ricorsi al Tar, a garanzia delle famiglie vincitrici dei bandi per l’assegnazione degli alloggi Erp. 

Inoltre promuoveranno la partecipazione attiva e diretta degli abitanti a cui viene negato il diritto fondamentale alla casa e, per facilitare il percorso di legalità, chiederanno formalmente l’intervento della Procura della Repubblica. 

Cristina Delfino – Giacomo Marino - Direttivo Un Mondo Di Mondi
Francesco Nucara - Ancadic
Nicola Santostefano - Reggio non tace 

sabato 30 luglio 2016

Due mesi dal crollo

Ancora nessuna soluzione per la famiglia dell'ex Polveriera di Ciccarello 


Comunicato stampa 

Foto di Paula Kajzar
Mal comune, mezzo gaudio. Questo in sintesi il responso del sindaco Falcomatà alla richiesta d’intervento a tutela dell’incolumità della famiglia del signor Benedetto che lo scorso 29 maggio ha subito il parziale crollo della baracca in cui risiede, all’ex Polveriera di Ciccarello.

«Ritenuto che le circostanze sopra indicate risultano comuni ad una pluralità estremamente vasta di nuclei familiari che (…) hanno avanzato istanza di assegnazione di un alloggio E.R.P., e che le medesime circostanze non valgono a far riconoscere come assoluta la situazione di emergenza abitativa del nucleo interessato (…), – si legge nel provvedimento  a firma del sindaco -  dispone che l’stanza non può essere accolta».

Non è servito, nelle due lettere recapitate dall’associazione Un mondo di mondi nelle settimane scorse,  appellarsi all’articolo 54 comma 4 del Testo Unico degli Enti Locali (Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267)  che recita: “Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica”.

Per  il sindaco Falcomatà dunque, il crollo di una parete e il possibile cedimento del tetto, come relazionato dai vigili del fuoco,  non sono indizio di rischio per l’integrità fisica delle persone che sono costrette ad abitare in una baracca fatiscente per mancanza di alternative.

Né tantomeno assume rilevanza il fatto che all’interno del nucleo familiare vi sia anche una minorenne, a cui sarà difficile spiegare l’interpretazione del concetto di legalità del Primo cittadino.

La risposta del sindaco risulta comunque coerente con l’atteggiamento finora assunto dal Comune nel corso dei due mesi dopo il crollo parziale della baracca. La famiglia infatti è stata abbandonata al suo destino, in assenza di un intervento della polizia municipale e  dei servizi sociali.

A richiamare l’attenzione verso le condizioni della famiglia, il garante per l’infanzia e l’adolescenza della Calabria Antonio Marziale il quale raccomanda  «che venga garantita l’assoluta priorità alla sicurezza dei minori, in quanto titolari di diritti umani che dovrebbero essere sempre adeguatamente protetti» e invita il sindaco «ad adottare per quanto di propria competenza ogni atto necessario finalizzato ad evitare qualsiasi pericolo per l'incolumità pubblica ed, in particolare, per l'incolumità del nucleo familiare all'interno del quale è presente una minore provvedendo ad accertare la situazione di pericolo paventata e ponendo in essere gli interventi che risultino necessari e sufficienti al raggiungimento dello scopo».

Perché salvaguardare vite umane dovrebbe essere sempre prioritario rispetto alla solidarietà a tragedia avvenuta. Superfluo ricordarlo ad un Primo cittadino.

Cristina Delfino- Direttivo Un mondo di mondi 
(G. Minniti, G. Marino, B. Bevilacqua)
A due mesi dal parziale crollo della baracca del signor Benedetto, il consigliere delegato all'edilizia, Giovanni Minniti, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, si è recato stamani  all'ex Polveriera di Ciccarello, in occasione della conferenza stampa organizzata dall'associazione Un mondo di mondi. "Noi abbiamo il dovere di intervenire - ha dichiarato Minniti, in controtendenza rispetto al provvedimento dei giorni scorsi  a firma del sindaco Falcomatà - Il problema è che non abbiamo alloggi disponibili ma credo che non possiamo aspettare il bando per gli alloggi popolari per risolvere la situazione del signor Benedetto". 
C.D. 

lunedì 4 luglio 2016

Il coraggio dell'assessora e i dubbi alla vigilia del Consiglio comunale aperto

Reggio Calabria In un clima di incertezze e ambiguità, l'associazione Un mondo di mondi apprende con positività la scelta di riunire il Consiglio comunale in seduta aperta ai cittadini, per il prossimo 6 luglio. 

A pochi giorni dall'intimidazione subita dall'assessora Angela Marcianó, a cui senza retorica l'associazione esprime la massima solidarietà, sono molteplici le perplessità che attendono di essere chiarite. In primo luogo, in che misura l'apparato burocratico amministrativo influisca sul buon andamento dell'amministrazione, considerate le allusioni ad un "ostruzionismo" alla legalità, emerso in più occasioni dai rappresentanti politici del Comune.


Crediamo infatti che la rettitudine dell'assessora Marcianó, il suo voler dare "un contributo di legalità" a questa amministrazione, come dichiarato nel corso di un'intervista a Immedia live, sia un atto dovuto ai cittadini da parte di ogni amministrazione. 

Il coraggio dell'assessora Marcianó nell'opporsi ad un atteggiamento comune a molti amministratori reggini, quello del "io non sapevo, non ho visto", andrebbe quindi premiato da un'amministrazione che si dice persegua la legalità. Perché invece si è parlato di un possibile rimpasto? 

L'atto intimidatorio verso l'assessora è da interpretare come "punizione" per la sua personale determinazione contro i poteri criminali a garanzia della legalità che su altri fronti stenta a prevalere? L'aspettativa verso il prossimo Consiglio comunale aperto riguarda soprattutto queste e altre questioni aperte, proprio in nome della legalità e della trasparenza. 

È di buon auspicio la disponibilità dimostrata nel posticipare alle ore pomeridiane la riunione del Consiglio, a garanzia di maggiore partecipazione da parte della cittadinanza. 


Cristina Delfino – Giacomo Marino Direttivo Un Mondo di Mondi

Legalità nella gestione degli alloggi popolari

Approvato il documento per discuterne in Consiglio


Approvato, martedì scorso, in prima commissione Assetto del territorio, il documento presentato dall'associazione Un mondo di mondi e Ancadic per aprire una discussione in Consiglio comunale sulla gestione degli alloggi popolari. Il percorso, proposto al Comune di Reggio Calabria, si pone l'obbiettivo di aprire una riflessione sull'inadeguata attuazione della legge regionale 32/1996.

Dopo l’audizione in conferenza dei capigruppo dell’8 giugno scorso, la prima commissione, presieduta dal consigliere G.Sera, ha ricevuto in audizione l’associazione Un Mondo di Mondi, insieme ad un gruppo di cittadini, alla famiglia Carrozza, al consigliere delegato del settore alloggi G. Minniti ed al presidente della commissione servizi sociali A. Nocera.

L’associazione Un Mondo di Mondi, nella persona del presidente G. Marino, ha messo in evidenza dinanzi alla commissione, la problematica della gestione degli alloggi erp. Il documento presentato da Un mondo di mondi avanza la proposta di portare in Consiglio comunale la discussione relativa alle verifiche sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari degli alloggi erp (da realizzare con un gruppo interforze), agli atti di decadenza, al censimento del patrimonio degli alloggi erp e alla costituzione di un tavolo di lavoro. 

La richiesta ha avuto il parere positivo del consigliere delegato al settore alloggi, G. Minniti. "É importante aprire questa discussione in Consiglio- ha sottolineato-L'azione del Consiglio Comunale sul tema complesso della gestione degli alloggi darebbe al sindaco e a tutta la giunta comunale "il potere contrattuale" e l’autorevolezza necessari per richiedere la collaborazione della prefettura e per attivare gli altri interventi opportuni".

Dubbiosi i consiglieri di minoranza Imbalzano e Maiolino sulla necessitá di discutere il tema in Consiglio comunale. "Il sindaco e la giunta hanno già il potere necessario per poter applicare le verifiche - hanno chiarito- sarebbe utile in via prioritaria un censimento del patrimonio degli alloggi e il coinvolgimento diretto del dirigente del settore". Tutti concordi comunque sulla necessitá di fare chiarezza nel settore degli alloggi popolari, dove regna incontrastata l'illegalità aggravata da decenni di inerzia criminale e dalla difficoltà di far ripartire il percorso ordinario delle verifiche e di monitoraggio.

Approfondito il ruolo che avrebbe la discussione del Consiglio Comunale con un’adeguata preparazione dei dati in possesso del settore, su invito del presidente della commissione Giuseppe Sera, i consiglieri hanno approvato la richiesta avanzata dall’associazione Un Mondo di Mondi, all'unanimità dei presenti, con un solo astenuto. 

Si avvia cosí, in prima commissione, l’iter di preparazione all'incontro in Consiglio comunale sul tema della gestione legale degli alloggi che dovrebbe tenersi entro poche settimane. 

E’ la terza tappa di questo importante percorso che ha lo scopo di garantire il diritto fondamentale all’alloggio a tante famiglie reggine a basso reddito.

Intanto, mentre il Comune prepara l’incontro del Consiglio comunale, la proposta di Un mondo di mondi, incassa l’appoggio oltre che dell’Opera Nomadi locale, anche di Reggio Non Tace. Il movimento si è già impegnato nel settore degli alloggi erp accanto alle associazione Un Mondo di Mondi e Ancadic e intende continuare a farlo sostenendo questo nuovo percorso. 

Giacomo Marino – Cristina Delfino - Direttivo Un Mondo di Mondi 

Avv.to Francesco Nucara presidente A.n.ca.d.i.c.